Il Magistero del Vescovo
DALLA NOTA PASTORALE
di Maria Carla Papi
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«Finché non sia formato Cristo in voi
(cfr Gal 4,19)» - Cap. 1 -§ 4-5
la mia collaborazione alla vostra gioia non sarebbe
completa se non vi aiutassi anche a prendere coscienza della più
grave forma di debolezza di cui oggi soffre il discepolo del
Signore nel cammino della sua formazione.
5.
Penso che la debolezza di cui non raramente soffre oggi il
soggetto cristiano, la fragilità spirituale soprattutto dei
giovani, siano dovute in primo luogo a una grave incapacità
di giudizio, e quindi di conoscere la realtà alla luce della
fede.
Vorrei
ora sottoporre alla vostra attenzione, allattenzione
soprattutto di chi ha responsabilità educativa, un tentativo di
diagnosi di quellinfermità di giudizio di cui parlavo
pocanzi.
Lipotesi
diagnostica che propongo è, brevemente, la seguente: la
debolezza o (perfino) lincapacità di giudizio del soggetto
cristiano è dovuta alla debolezza o (perfino)
allincapacità dello stesso soggetto a rispondere alle
sfide culturali fondamentali che gli sono rivolte.
Prima
di passare alla breve esposizione del contenuto di questa ipotesi,
basta solo premettere che laggettivo «culturale», o
meglio che il termine «cultura» in questo contesto denota
lassetto che si intende dare alla propria esistenza, il
modo con cui la persona si colloca nella realtà e in rapporto
con essa.
Ciò
premesso, a me sembra che nel momento in cui il credente cerca di
assestarsi alla luce della fede dentro alla realtà, appunto di
«inculturare» la sua fede, si trova oggi in occidente a dover
rispondere a tre fondamentali sfide: la sfida del
relativismo, la sfida dellamoralismo, la sfida
dellindividualismo.
La
sfida del relativismo è la proposta di esistere rinunciando
a quella ricerca della verità, che genera tutta la vita dello
spirito; è la proposta di esistere, meglio la proposta di
verificare lipotesi della possibilità di vivere «etsi veritas
non daretur».