Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

 

Nei tempi passati, il giorno di Ognissanti, era sempre celebrato con  solennità fra la gente  semplice della campagna e, naturalmente, con grande partecipazione di fedeli alle S. Messe, un po' per fede e un po' per un motivo umoristicamente utilitario: infatti, da piccolo, ho sentito spesso ripetere questa frase: "Il giorno dei Santi bisogna andare a Messa perché con una sola Messa si prendono tutti".

 

A parte questa battuta, il popolo cristiano, in genere, partecipava alle funzioni per devozione, perché ha sempre visto nella schiera dei Santi il frutto più luminoso della Redenzione  e la necessità di invocare la loro protezione per essere aiutati a vincere le difficoltà che loro per primi hanno superato dandoci un grande esempio: tutti possiamo essere Santi se solo abbiamo un granello di vera Fede.

Se ben ricordo, in questo giorno si stipulavano le nuove affittanze sia dei fondi agricoli e che delle abitazioni.

Inoltre, per i Santi, c’era un’abitudine festosa in quel tempo nel quale i contadini non nuotavano certo nell’oro. In quel giorno, “per i Santi” appunto, i mezzadri e i terziari che lavoravano la terra facevano i conti con il padrone e così potevano finalmente disporre del frutto di tanti mesi di duro lavoro.

Anche mio padre, che faceva il falegname, tante volte doveva attendere rassegnato il saldo di certi lavori grossi fino "ai Santi"!

A questa attesa si collega un altro ricordo, per me non molto gioiosa: ancora ragazzo, ho imparato ad usare la bicicletta, ma, contrariamente a quanto avviene in genere, non lo feci per andare in giro a divertirmi, ma  per recarmi dai contadini più facoltosi, a prendere le firme di avvallo delle cambiali con le quali mio padre doveva pagare i fornitori delle materie prime necessarie per lavorare…e subito dopo portarle in banca.

Ritornando al significato della festa dei Santi: oggi sono cambiati i tempi e – fatto positivo - si sente ricordare di più la pratica delle loro virtù e le opere di carità verso il prossimo, specialmente leggendo la cronaca della loro santificazione. Ascoltare, leggere o studiare la vita e le virtù dei santi è già un buon passo, però se i credenti si fermano alla pura conoscenza non serve a molto. Quello che conta è l’imitazione, non già delle loro gesta, diverse a seconda dei tempi e delle circostanze, ma dello stile di vita con il quale hanno saputo glorificare Dio e così glorificare se stessi.

Amando veramente il Signore, non dovrebbe essere difficile: solo amandolo veramente saremo in grado di essere i suoi testimoni e, senza fatica, riusciremo a fare in ogni momento la Sua Volontà, che è sempre per il nostro bene.

 

I Santi tutti ci aiutino a camminare sulla via illuminata dalla loro gloria!