EUCARISTIA: SACRAMENTO DELLA CRESCITA SPIRITUALE di don Carlo Govoni Spesso si è portati a parlare ai fedeli dellEucaristia come il Sacramento dellAmore, Eucaristia come nutrimento della vita spirituale, Eucaristia, come Sacramento che ci accompagna nel cammino della vita per sostenerci nella difficoltà o tentazioni che il Maligno quotidianamente ci propone. Infatti, con grande astuzia, tenta di presentarci delle scelte come doverose perché d'avanguardia per il tempo in cui stiamo vivendo, ma soprattutto per indurci a credere che davanti agli altri solo così si può essere cristiani moderni dinamici e coraggiosi perché sono riusciti a sbarazzarsi di una chiesa vecchia, così sembra, ancorata a primitive prescrizioni, perciò ormai fuori tempo. Animati da questa mentalità sembrano affermare con sicurezza: "Ti senti di convivere con una donna? Fallo, perché è un affare tuo!" "Se ti metti d'accordo di vivere insieme ad un'altra persona fintanto che dura il motivo di gradimento per cui vi siete uniti, fallo, tanto se siete d'accordo voi non date fastidio a nessuno, allora, perché non farlo?" Questo comportamento libero da ogni vincolo costituito dalla Volontà di Dio, fa apparire queste persone davanti al mondo come una nuova categoria di credenti moderni, dinamici, coraggiosi nell'inventare e nell'intraprendere nuove forme di vita cristiana. In realtà, poi, questi tipi di credenti rappresentano quella categoria di sprovveduti che pensano di poter, anzi di dover accettare incondizionatamente, cioè senza opportune riflessioni critiche, ogni novità nell'esercizio della fede, da qualsiasi parte venga proposta, anche se in netto contrasto con l'insegnamento della Chiesa cattolica, come unico canale per dialogare con il grande mondo guidato dal Maligno. Purtroppo costoro, superficialmente - perché le loro convinzioni non hanno alcun fondamento nella Verità rivelata - presumono di poter dialogare con il mondo e di convincerlo a cambiare, chi sa poi in che cosa, dato che non hanno nulla di solido e di valido cui attaccarsi. Il buon senso del nostro popolo, con una frase semplice, e colorita di un tempo, avrebbe risposto: "Con acqua e chiacchiere non si fanno frittelle!" Forse molti, fra i cosiddetti cristiani d'avanguardia, come li ho chiamati prima, non si preoccupano più di tanto, di richiamare i fratelli dalla via dell'errore alla via del bene, perché pensano:"...tanto ciascuno fa quello che vuole...!" Ma in questo caso specifico che cosa si può pensare dell'invito di Gesù "... se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello" (Mt. 18,15-20) Come conseguenza di questa impostazione voluta dal Signore, è vero discepolo colui che diventa cercatore dei fratelli che hanno sbagliato la via, non per giudicarli, ma per poterli aiutare, porgendo loro una mano con spirito di fraternità e aiutarli affinché trovino il giusto cammino che conduce al Padre di tutti. In mezzo a tanto buio l'Eucaristia diventa luce che illumina, ma anche fonte di energia che alimenta e sostiene l'uomo nella crescita e nello sviluppo di tutti i settori che appartengono alla sua esistenza, non esclusi quelli costituiti in prevalenza dalla materia e, come il sole che per ogni pianta diventa causa di sviluppo e di crescita, così ogni uomo illuminato e sostenuto da questo nutrimento cresce nella sua vita interiore e, per riflesso, si estende un aspetto benefico anche alla natura, anche nella sua natura e perciò aiuta ogni uomo che si colloca in questa posizione di ricerca e di nutrimento a crescere sia come cristiano che come uomo. Poiché come cristiano favorisce in lui lo sviluppo, l'amore per Dio e soprattutto il desiderio di vivere sempre la sua Volontà, come uomo invece, poiché l'anima e strettamente legata al corpo e in quota parte può condizionarlo, senza dubbio ogni progresso nella vita spirituale riflette un senso di beneficio anche sul corpo. Cioè l'anima aumentando l'esercizio delle virtù, sua attività specifica, di pari passo aumenta il rapporto con Dio e lequilibrio di tutte le energie presenti nel corpo, predisponendolo ad essere più aperto e generoso nella capacità di dono. Si è soliti attribuire ogni progresso della vita interiore alla conquista delle principali virtù e al loro esercizio quotidiano, ma è difficile, anche solo come riflesso, avvertire un piccolo riconoscimento di miglioramento nel settore prevalentemente materiale. È vero che l'esercizio delle virtù porta ad approfondire l'amore per Dio e soprattutto ad eseguire in ogni momento la sua Volontà e, con questa disponibilità dell'anima così pronunciata, il sacramento dell'Eucaristia costituisce una forza indicibile per aumentare continuamente in noi la presenza di Dio e la sua santità, ma poiché nell'uomo, anima e corpo sono creati per convivere e collaborare, è ovvio ritenere che esista una benefica espansione della grande gioia dell'anima al corpo stesso, in forma di benessere, di serenità , di pace e di equilibrio. Si tratta di un bel ragionamento e, soprattutto, logico e ampiamente confermato dalla ricca storia della Santità nella Chiesa! Ci chiediamo, perché mai questa scelta totale di vita eucaristica - di ricevere cioè l'Eucaristia tutti i giorni affrontando ogni sacrificio per poterla ricevere - che potrebbe dare eccellenti risultati ad ogni anima, anche la più tentata, non gode il favore di gran parte del popolo di Dio? La necessità c'è, ma probabilmente manca la convinzione che l'Eucaristia possa effettivamente portare un beneficio nelle molteplici difficoltà che ogni credente deve affrontare per mantenere fede alla linea di cammino gradita a Dio. Si ascoltano spesso esortazioni alla conversione, ma in concreto molti ascoltatori rimangono fermi nell'immobilismo interiore in cui si trovano e le esortazioni cadono nel vuoto. Sarà opportuno che coloro che desiderano essere Cristiani diano un taglio netto con i compromessi con il mondo e si decidano di scegliere totalmente la parte del Signore. Chi non ha il coraggio di queste scelte decisive, danneggia lo spirito della Comunità nella quale viene meno la compattezza, perciò si attenua fin quasi a scomparire la testimonianza cristiana. Se anche un piccolo gruppetto di giovani sottoscrivesse questo patto di fedeltà alla ricerca dell'amore di Dio per mezzo dell'Eucaristia, senza compromessi, in breve tempo le Comunità rifiorirebbero e la forza della testimonianza diventerebbe un punto di orientamento e di riferimento, specialmente per le anime che nonostante la forza di queste riflessioni rimanessero ancora incerte. Questo appello non è rivolto solo ai giovani, ma a tutti battezzati che ancora sono sensibili all'invito pressante dello Spirito, perché sappiano accoglierlo con generosità ed anche nella nostra Comunità sorga questo gruppo di anime, "come lievito per fermentare tutta la pasta". Poiché l'impegno è preso davanti a Dio, è necessario che ogni anima ne parli con la propria guida spirituale e lavori con alacrità. Ho fiducia che questo gruppo sorgerà anche fra noi, intanto preghiamo! |