GOCCE DI PIOGGIA, MA CHE FA...

di Matteo Corelli

Innanzi tutto gradirei fare un saluto a tutti, dopo questa pausa estiva, sia a chi ha avuto il privilegio di poter allontanarsi dall’afa della nostra sempre amata ma sempre rovente città, sia a chi ha dovuto, per un motivo o per l’altro, sopportare la calura con stoica pazienza. Bisogna ammettere che questa estate ha segnato un nuovo limite dell’umana sopportazione, a partire da un giugno bollente, assolutamente anomalo (soprattutto tenendo conto del fatto che l’estate del 2002 è stata l’esatto opposto, caratterizzata dal maltempo per la maggior parte del periodo). Inutile dire che l’Italia non era preparata per sbalzi di temperatura tanto repentini, ma ci tengo a precisare che questa non è affatto una scusa, bensì un’aggravante!

Sono ormai più di dieci anni che il clima nella nostra penisola non fa altro che saltare da un estremo all’altro (da quanto tempo esiste il detto "non c’è più la mezza stagione"? Sarà pur nato per qualche motivo!) e noi ancora ci facciamo trovare impreparati... Non piove per tre mesi, è una catastrofe: questo posso capirlo, tre mesi di siccità sono pesanti per chiunque. Ma poi? Finisce la siccità, piove UN GIORNO, ed è un’altra catastrofe! Sarebbe una situazione ridicola, se non si tenesse conto delle tragedie che in essa si sono consumate. Per colpa dell’asfalto che non regge 40° di calore o 30 centimetri di acqua ci sono stati incidenti, ci sono stati morti e feriti. E tutto questo si poteva evitare! In Giappone, ad esempio, dove tsunami centinaia di volte più potenti dei nostri "acquazzoni" si abbattono almeno una volta l’anno sulle coste, già da quarant’anni ormai si costruiscono case antisismiche, anti-inondazione, ANTI-TUTTO! Per loro le piogge che hanno devastato Siracusa in una notte sarebbero un semplice monito per ricordarsi di indossare scarpe impermeabili... Per loro un terremoto del 5° della scala Richter è poco più che un fastidioso inconveniente. E noi ci strappiamo i capelli per cinque ore di pioggia! Voglio però far notare che anche altri paesi europei hanno vissuto questi bizzarri capricci del clima con un comportamento forse più ridicolo del nostro: in Inghilterra, un membro della Camera dei Lord, quindi uno stimato personaggio dell’alta società, è riuscito ad affermare (intorno agli inizi di agosto, quando erano già morte decine di persone per il caldo intenso) che "un clima del genere è inconcepibile, non è britannico". Se questo è un esempio del tipico humor inglese, VI PREGO, facciamo subito un referendum per impedire lo sbarco nel nostro paese di comici provenienti dalla Gran Bretagna! Quand’è che anche noi faremo l’investimento che potrebbe salvarci la vita, cominciando a creare infrastrutture sicure e capaci di sopportare quelli che sono grossi fastidi, ma nulla di più? Scommetto che chi a suo tempo è stato soggetto a derisione e scherno per aver investito nell’energia solare (tecnologia ritenuta inadatta alle esigenze dei cittadini, ora caduta nell’oblio) adesso sta allegramente sghignazzando alla nostra salute... Beato lui!