IN VACANZA CON IL SIGNORE
di Serena Polombito
Gli occhi chiusi, le braccia allargate, galleggio quasi completamente abbandonata al lieve ondeggiare dellacqua fresca e trasparente del mare croato, che mi culla e mi libera di tutto il calore accumulato nei torridi giorni di questa caldissima estate; se apro gli occhi mi sovrasta uno splendido cielo sereno nel quale solo qua e là qualche nuvoletta bianca sembra essere stata sistemata appositamente, per far risaltare lintensità dellazzurro che la circonda e, verso riva, le chiome verdi dei pini danzano nel cielo mosse dalla leggera brezza del mare.
"Comè bella la natura e come ti sono grata, Signore, perché lhai creata e ce lhai donata e noi possiamo goderne così a piene mani .senza limiti!"
Il pensiero vaga ... qualcuno sa scegliere tra la bellezza del mare e quella della montagna, io no, sto talmente bene in questo momento ed è così bello quello che vedo, quello che sento il mormorio delle onde, lo stormire dei pini, come voci della natura che mi parlano della perfezione di Dio mi sento nel posto più bello del mondo ma pensavo la stessa cosa anche al Passo Pordoi, nellimmensità di quei prati e di quelle rocce sovrastanti, sotto un cielo ugualmente azzurro e mi sentivo ugualmente piccola, piccola, là, come qua nella vastità dellacqua.
"Ti abbiamo costruito tante chiese, Signore, anche bellissime se consideriamo le capacità delluomo, ma quale meraviglioso tempio ti sei costruito Tu, tra cielo terra e mare, così solenne e così parlante di Te, che dal cuore sgorga spontanea e insopprimibile la lode a Te, Dio grande e onnipotente."
Ci sono situazioni in cui lambiente, i pensieri e le circostanze creano emozioni difficili da descrivere, in quel momento intenso, ho stretto la mano di mio marito, che mi nuotava a fianco, e insieme abbiamo recitato il Padre Nostro; gustavo appieno tutta la benevolenza paterna del Signore, gli affidavo le nostre vacanze, come tutta la nostra vita del resto, con assoluto abbandono, certa che la sua protezione non ci mancherà un solo istante.
Era il primo giorno di vacanza e mi è sembrata una felice coincidenza con linvito del Santo Padre a vivere le ferie cercando qualche momento di intimità con il Signore, in modo da poter offrire ristoro e nuova linfa anche allanima. Così è venuto da sé, come esigenza interiore, soffermarsi nella fresca ombra della pineta a leggere il Vangelo del giorno o prepararsi al riposo notturno con la recita del S. Rosario.
"Le vacanze dice Mons. Ravasi (*) sono, per il cristiano, un diritto sacrosanto. Cè in tutta la Bibbia la concezione di un tempo libero creativo, un immergersi nella tranquillità della natura. Anche i Vangeli segnalano che Gesù ama "staccare dallo stress" della folla, così come ama la convivialità e la compagnia dei commensali, al punto da essere considerato "un mangione e un beone" nel discorso della Montagna, per cinque volte invita a "non affannarsi" e a deliziarsi ammirando gli arabeschi dei voli degli uccelli e lo splendore dei gigli nei campi. Per il cristiano il significato della vacanza è la riscoperta delle tre stelle che non si accendono mai sotto la volta del cielo cittadino. La prima stella è il "non-io, il diverso da sé, la natura." La seconda stella è "lio, vale a dire la ricerca profonda di se stessi, che è lattività meno praticata" La terza stella, la più luminosa è "Dio, il mistero, la trascendenza"".
Sono parole che non siamo abituati a scrivere nel nostro diario delle vacanze, ma sono molto più semplici di quanto non si possa immaginare: un momento di preghiera vissuto col vivo desiderio di avvicinarsi a Dio, può far scoprire profondità insospettabili, anche dentro ognuno di noi e arricchire prodigiosamente i nostri giorni di riposo, finalmente lontani dal fragore e dai ritmi incalzanti della città.
*. I pensieri di Mons. Ravasi sono stati tratti dal n. 29 di Famiglia Cristiana del 27/7/03