Carissimi Parrocchiani …

di don Carlo Govoni

Mentre mi accingevo a scrivere, mi sono ricordato di una preghiera, pronunciata nel corso di una messa feriale del tempo dopo la Pasqua, che mi aveva colpito particolarmente:

"Il tuo aiuto Padre misericordioso ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito perché possiamo conoscere ciò che è conforme alla tua volontà e attuarlo nelle parole e nelle opere"

Queste parole d’invocazione mi rimasero impresse fin da allora perché sembravano ribadire e confermare quei pensieri sui quali stavo meditando facendone accenno anche nelle omelie domenicali di quel tempo.

In quel periodo per molti, una delle maggiori preoccupazioni erano le vacanze: dove andare e come trascorrerle, una volta liberati dai soliti pensieri quotidiani; mi è perciò venuto spontaneo chiedermi (ma la domanda vale anche oggi che le vacanze sono per tanti finite) dove sarà andato a finire il pensiero di Dio e quindi il rapporto di privilegio che ogni creatura (specie se credente) dovrebbe avere con Lui, in mezzo a tutte quelle preoccupazioni o pseudo tali?

Probabilmente qualcuno penserà che non ha niente a che vedere Dio con i vari pensieri che occupano normalmente la mente della gente …!

In genere, si dirà, si pensa a Dio quando si va in chiesa, ma quando si esce bisogna pur pensare alla vita che si deve vivere!

Anche accettando questo modo di pensare, interamente dedicato ai problemi da affrontare e alle cose alle quali provvedere, non bisogna dimenticare che, in queste condizioni, quasi sempre accade che si rischia di collocare Dio in un angolo, nel quale poi rimane per chissà quanto tempo perché, assorbiti da tutte quelle cose cose, non si trova mai l’occasione di ricordarsene, se non in casi estremi, quando l’unica speranza per l’esito positivo di una determinata vicenda è il miracolo!

Qualche tempo fa, durante la gara di Formula Uno in Ungheria, il pilota Barrichello è andato fuoristrada a più di 200 kmh a causa della rottura di una sospensione posteriore. La vicenda si è conclusa felicemente perché il muso della macchina è andato a finire contro la barriera di gomme, tuttavia è stato un momento difficile. I giornalisti, al rientro del pilota ai boxes, gli si sono assiepati chiedendogli cosa avesse pensato in quei pochi istanti e lui, con grande semplicità ha risposto: ‘Ho pregato!’ Non ha detto ‘Ho chiesto …’ ma ‘Ho pregato’!

Ho ammirato molto, naturalmente, il sangue freddo dimostrato come pilota davanti ad un pericolo così improvviso, ma soprattutto ho ammirato la schietta semplicità della sua affermazione davanti a tutti, per me più esplosiva di qualsiasi scoop.

Quanti – se pure magari pregano - hanno oggi ancora il coraggio di proclamarlo?

Pur sforzandomi di essere il più possibile positivo, dai comportamenti della gente, compresi i credenti praticanti, si capisce che Dio non è al primo posto nella vita, cioè non è davanti a tutto!

Si dirà: :"Ma è proprio necessario che una persona abbia sempre un riferimento continuo a Dio, anche per le cose più banali?"

Sarebbe già molto se si facesse riferimento a Dio per le cose importanti, per certe scelte di vita … ma sono convinto che non sarebbe certo un male se ci si riferisse a Lui anche per le cose piccole. Infatti, lasciando in disparte Dio, anche solo perché lo si ritiene superiore a certe bazzecole umane, con il tempo, si radicherebbe l’abitudine e avverrebbe un progressivo distacco dalla sua volontà e si andrebbe ad affermarsi l’idea pericolosa della propria autonomia di esseri umani indipendenti da Dio.

La storia ci insegna che ogni tipo di civiltà, appena si è sottratta alla guida della luce divina, ha combinato i guai più grossi e più impensabili della storia. Ne abbiamo un esempio doloroso in ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale.

Anche oggi, non più con azioni devastanti ma con l’azione strisciante di un laicismo pervicace, continua da più parti la guerra contro Dio, arrivando a negare – ad esempio - la proclamazione delle radici giudaico-cristiane nella Carta Costituzionale Europea.

Eppure è una verità lapalissiana e inconfutabile che anche il Papa, con garbata insistenza, chiede di ricordare a nome di tutta la cristianità.

Di rimando i corifei vetero-illuministi replicano:"A che serve?". Eppure ancora la storia ci riporta i danni creati dall’illuminismo, dal quale era stato estromesso Dio invalidando anche gli eventuali buoni propositi. (v. rubrica Le radici cristiane di M. Craboledda)

Sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento la Volontà di Dio nei confronti dell' uomo è chiarissima e inequivocabile:

"Amerai Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze e con tutta la tua mente …" (Lc 10,27)

Nessun momento della vita umana, quindi, è escluso dalla totalità dell'amore richiesto da questo comandamento!

D'altra parte l'esperienza della vita insegna che se Dio cessa di essere in ogni momento punto esistenziale di riferimento per le creature, non solo accade ciò che si è ricordato prima, e cioè un progressivo allontanamento da Dio, ma addirittura si va ad affermare un maldestro tentativo di sostituirlo attribuendo un valore quasi divino a delle cose che non hanno niente a che fare con la grandezza di Dio e non meritano né tanta attenzione né tanto meno dedizione, amore e servizio. Pensiamo – solo per fare un banale esempio, al tempo perduto per guadagnare più soldi per avere un’automobile più bella o un arredamento nuovo, o al tempo perduto per avere una casa sempre scintillante e alla moda, o per la maniacale attenzione alla cura del proprio corpo.

Quando si scrive o si parla di questi atteggiamenti o scelte di vita, si passa per gente fuori dal mondo reale, mentre invece questi modi di agire spesso sono l'unica realtà nella quale è totalmente immerso l' uomo d'oggi, magari anche inconsciamente.

Pertanto, attenuata o quasi cancellata la distanza - che invece dovrebbe essere abissale, tra le perfezioni di Dio e i limiti delle cose pur belle costruite dall’uomo sfruttando il creato, facilmente si cade "nell'idolatria"

In passato questa esaltazione verso la materia veniva compresa molto bene anche dal popolo, ma oggi, nonostante il progresso in molti settori, non esiste più culturalmente come concetto, ma esiste sul piano pratico tanto che molti si costituiscono degli idoli attribuendo al possesso di determinate cose il successo della loro esistenza…..

Sarebbe mio desiderio, se la cosa non sarà superiore alle mie forze, riprendere in seguito la riflessione su alcuni di questi idoli, almeno per tentare di far cambiare qualcuna di queste inutili deificazioni che rendono schiavo l’uomo per ritornare con umiltà all'unico e vero Dio che ci rende liberi!