Dalla Cattedra di Pietro
LENCICLICA
di Maria Carla Papi
Uno dei dissidenti è Ermanno Genre pastore e decano della Facoltà valdese di teologia di Roma che, a proposito dellenciclica, scrive su quotidiani e Internet:
"La Chiesa vive delleucaristia". Non è una parola che si trova nella Bibbia, è il titolo della nuova enciclica del Papa in cui ribadisce la posizione cattolica tradizionale, senza novità.
di novità fra i cristiani ve ne sono state, eccome, in questi ultimi anni: quanti dialoghi, documenti, quanti incontri, quanta fraternità condivisa! Perché il Papa ed il suo entourage, cosi attenti ai problemi della politica mondiale sono coQuando è uscita lenciclica Ecclesia de Eucharistia, qualcuno ha trovato da ridire su alcuni punti che costituiscono lessenza stessa, invece, del documento. sì sordi alle voci di rinnovamento che si fanno sentire dentro e fuori la Chiesa cattolica romana, in ogni parte del mondo? A che cosa serve questa enciclica? A mortificare le voci di rinnovamento e di cambiamento? Ebbene sì."
Perché il pastore si esprime così? Perché, a suo parere, nonostante le evidenti posizioni di dialogo con tutte le chiese cristiane, a suo dire, quando si passa ai fatti, cioè alle encicliche, questa apertura pare non esserci più
Il punto controverso dellEnciclica (10) è questo:
Scrive il Papa:
" nei primi anni del mio Ministero apostolico sulla Cattedra di Pietro, con la Lettera apostolica Dominicae Cenae (24 febbraio 1980), ebbi modo di trattare alcuni aspetti del Mistero eucaristico e della sua incidenza nella vita di chi ne è ministro. Oggi riprendo il filo di quel discorso con il cuore ancora più colmo di commozione e gratitudine, quasi riecheggiando la parola del Salmista: "Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore " (Sal 116 [115],12-13).
10. A questo impegno di annuncio da parte del Magistero ha fatto riscontro una crescita interiore della comunità cristiana. Non c'è dubbio che la riforma liturgica del Concilio abbia portato grandi vantaggi per una più consapevole, attiva e fruttuosa partecipazione dei fedeli al santo Sacrificio dell'altare. In tanti luoghi, poi, l'adorazione del santissimo Sacramento trova ampio spazio
quotidiano e diventa sorgente inesauribile di santità. La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo è una grazia del Signore che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa. Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare.
Purtroppo, accanto a queste luci, non mancano delle ombre. Infatti vi sono luoghi dove si registra un pressoché completo abbandono del culto di adorazione eucaristica. Si aggiungono, nell'uno o nell'altro contesto ecclesiale, abusi che contribuiscono ad oscurare la retta fede e la dottrina cattolica su questo mirabile Sacramento. Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero eucaristico. Spogliato del suo valore sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno. Inoltre, la necessità del sacerdozio ministeriale, che poggia sulla successione apostolica, rimane talvolta oscurata e la sacramentalità dell'Eucaristia viene ridotta alla sola efficacia dell'annuncio. Di qui anche, qua e là, iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede. Come non manifestare, per tutto questo, profondo dolore? L'Eucaristia è un dono troppo grande, per sopportare ambiguità e diminuzioni.
Confido che questa mia Lettera enciclica possa contribuire efficacemente a che vengano dissipate le ombre di dottrine e pratiche non accettabili, affinché l'Eucaristia continui a risplendere in tutto il fulgore del suo mistero.
Replica lineffabile pastore valdese:
"Anche le "iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede" sono considerate delle "ombre" (10). Il Papa avrebbe potuto rallegrarsi a questi incontri fra cristiani di diverse confessioni che si ritrovano, pacificati, attorno alla stessa mensa (???) di Cristo. Che grande benedizione! E invece no, il Papa è triste, racconta il suo "profondo dolore"(10).
La posizione qui espressa dal Papa è sostanzialmente la stessa di quella sostenuta dalla Chiesa ortodossa nellambito del Consiglio ecumenico delle Chiese;(e vorrei vedere il contrario!! N.d.R.) gli ortodossi temono le aperture protestanti nellambito della liturgia e delle celebrazioni ecumeniche e chiedono di correggere la prassi decisionale che regola gli incontri ecumenici, vogliono che si distingua chiaramente tra le diverse forme di celebrazione liturgica. "
Ciò di cui il pastore non tiene conto (e mi pare una botta di poca cultura, quantomeno!) è che la Chiesa ortodossa e quella Cattolica hanno in comune la transustanziazione, cioè quel Mistero mediante il quale il Pane e il Vino divengono realmente Corpo e Sangue di Cristo.
Ora, al di là dei giusti dialoghi e della più che motivata e invocata fratellanza che deve albergare nel cuore delle chiese cristiane, come può il Papa, mentre si accinge a scrivere unEnciclica nella quale cerca di togliere lEucaristia da certe zone grigie, dallappiattimento abitudinario e a volte inquinato da riti non corretti, come può dicevo equiparare tutte le mense eucaristiche cristiane? Impossibile! Credo che il signor Pastore pur restando nelle sue convinzioni di culto dovrebbe rispettare almeno laltrui punto di vista Noi cattolici e ortodossi, ci accostiamo al banchetto eucaristico e ci nutriamo del vero Corpo di Cristo, i protestanti celebrano una memoria cibandosi con pane che resta pane, è un rito che vuole solo per ricordare lultima cena. Loro tengono conto solo del Fate questo in memoria di me e non considerano veramente ciò che Gesù disse spezzando il pane e rendendo grazie col calice: Questo è il mio Corpo questo è il mio Sangue"!
Noi incontriamo il Cristo vivo e risorto per noi, loro ricordano un avvenimento evangelico Senza voler essere blasfemi, ma è un po come dire che andare dal Papa e stringergli la mano e vederlo in TV è la stessa cosa!
Noi Cristo lo incontriamo davvero di persona, loro lo guardano nella Tv dei ricordi
1. REDEMPTIONIS SACRAMENTUM
Nella lettera Enciclica "Ecclesia de Eucharistia", abbiamo riletto della rinnovata manifestazione della fede della Chiesa cattolica circa il mistero per eccellenza della Chiesa che è il mistero eucaristico.
Su questo mistero, centro e culmine della nostra fede, dopo il concilio Vaticano II, troppi improvvisati i maestri hanno gettato i dubbi dell'eresia e macchie di ogni genere.
LEnciclica, come noto, è un documento con il quale il Vicario di Cristo, capo visibile della Chiesa fondata da Gesù, ricorda le verità che essi devono credere per essere veri ed autentici seguaci di Cristo (C.J.C. can. 750).
NellEnciclica "Ecclesia de Eucharistia" il Santo Padre ha toccato soltanto la parte dogmatica del mistero Eucaristico, dichiarando tuttavia al n. 52 della medesima che Egli aveva incaricato alcuni dicasteri competenti della Curia Romana di preparare un documento più specifico con richiami anche di carattere giuridico su questi temi di grande importanza. Perché "a nessuno è concesso di sottovalutare il Mistero affidato alle nostre mani; esso è troppo grande perché qualcuno possa permettere di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetti il carattere sacro della dimensione universale" (E. E. 52).
La volontà del Santo Padre è stata attuata con l'Istruzione "Redemptionis Sacramentum" della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, d'intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede, approvata il 19 marzo 2004, nella solennità di San Giuseppe, dallo stesso Pontefice, il quale ne ha disposto la pubblicazione e l'immediata osservanza da parte di tutti coloro cui spetta, e pubblicata il 25 marzo 2004, nella solennità dell'Annunciazione del Signore.
Questa Istruzione, come si dice al n. 2 "va letta in continuità con la citata lettera Enciclica "Ecclesia de Eucharistia". Essa ne diventa così parte integrante ed insostituibile.
Si racconta che sono state necessarie ben nove stesure perché, finalmente, la nuova Istruzione "Redemptionis Sacramentum" vedesse la luce e poiché è indirizzata a tutti, laici compresi, nei prossimi bollettini ci dedicheremo ancora al commento di questa importantissima istruzione, non solo da leggere, ma da applicare con obbedienza.
2. Continua