PARROCCHIA
S. GIOACCHINO
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20 Marzo 2016 – Le Palme – Anno C |
COLLETTA
C. O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro salavtore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di Croce, fa’ che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore …
A. Amen
LITURGIA DELLA PAROLA
Dal
libro del profeta Isaia 50,4-7
Il
Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io
sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa
attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il
Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto
resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso
ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio
mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia
faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio.
Ass. Rendiamo grazie a Dio
Salmo Responsoriale Salmo 21 (22)
R/. Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?
Si
fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono
il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in
salvo, se davvero lo ama!». R/.
Un
branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le
mie ossa.R/.
Si
dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu,
Signore, non stare lontano, mia forza, vieni presto in mio aiuto.R/.
Annuncerò
il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo
all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia
gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la
discendenza d’Israele. R/.
Dalla
lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2,6-11
Cristo
Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un
privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per
questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al
di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni
lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.
Ass. Rendiamo grazie a Dio
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Per
noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte
di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il
nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Passione
di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca 22,14-23,56
Quando
venne l'ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con
lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua
con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la
mangerò più, finché essa non si compia nel regno
di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse:
«Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico:
da questo momento non berrò più del frutto della vite,
finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il
pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo
è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in
memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il
calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel
mio sangue, che è versato per voi». «Ma ecco, la
mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il
Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai
a quell'uomo dal quale egli viene tradito!». Allora essi
cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro
avrebbe fatto questo.
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E sederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». Gli rispose: «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».
Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli disse: «Basta!».
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».
Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: «Fa' il profeta! Chi è che ti ha colpito?». E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro Sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo sederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono». E quelli dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell'uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui ci si mette in ginocchio e si fa una breve pausa di silenzio adorante)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatèa, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.
Parola del Signore.
Ass. Lode a te o Cristo
PROFESSIONE DI FEDE
(Simbolo degli Apostoli)
Io
credo in Dio Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra;
e
in
Gesù Cristo, suo
unico
Figlio, nostro Signore,
(con
il capo chinato sino a …..Vergine)
il
quale
fu concepito di Spinto Santo,
nacque
da
Maria Vergine,
patì
sotto
Ponzio Pilato,
fu
crocifisso,
morì e fu sepolto;
discese
agli
inferi;
il
terzo
giorno risuscitò da morte;
salì
al
cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente,
di
la
verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito
Santo,
la
santa
Chiesa cattolica,
la
comunione
dei santi,
la
remissione
dei peccati,
la
risurrezione
della carne,
la
vita
eterna.
Amen
|
AVVISI SETTIMANA 20 – 27 Marzo 2016 Intenzioni Ss. Messe |
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Dom. 20 |
8.30 10.45 |
Def. Fam. BARBIERI-GOVONI Pro populo |
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Lun. 21 |
9.30 |
Esequie def. MARIA Preci v.da Degli Esposti |
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Mar. 22 |
8.30 |
Def. PAOLA Tinarelli |
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Mer. 23 |
8.30 |
Def. CARMEN e CESARINO Fiorentini |
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Gio. 24 |
21.00 |
S.Messa in “COENA DOMINI” |
|
Ven. 25 |
21.00 |
PASSIONE DEL SIGNORE |
|
Sab. 26 |
22.00 |
Pro populo |
|
Dom. 27 |
8.30 11.00 |
Def. ROSSANA Marchioni Pro populo |
|
N.B.: In caso di funerale, non viene celebrata la S.Messa d’orario S. ROSARIO: Feriale: ½ ora prima della Messa; domenica e festivi ore 8.00 e 18.00 CONFESSIONI: mezz'ora prima della S.Messa feriale; il sabato dalle 16.00 alle 17.30 salvo imprevisti o contrordine; in ogni momento compatibilmente con gli altri impegni del Parroco |
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***La S.Messa feriale viene celebrata nella Cappellina invernale (atrio del Teatro)
GIOVEDI'
24 ore 9.00 in Cattedrale
“Messa Crismale”
ore 21.00 S.Messa “in
Coena Domini” e Adorazione Eucaristica.
La
chiesa viene chiusa alle 24.
VENERDI'
25 Giorno di astinenza dalle carni.
ore
8.00 S. Rosario-
ore 8.30 LODI e UFFICIO delle LETTURE-
CONFESSIONI fino
alle 12.00
ore 15.00 VIA CRUCIS
animata dai bambini e ragazzi del catechismo -
CONFESSIONI
(con precedenza ai fanciulli) fino alle 19.00.
ore 18 VESPRO
ore
21.00 Celebrazione della PASSIONE DEL SIGNORE
SABATO
26 ore 8.00 S.Rosario
ore
8.30 LODI e UFFICIO delle LETTURE
CONFESSIONI
fino alle 12.00
ore 14.45 Benedizione delle uova
(unica celebrazione!!)
CONFESSIONI
fino alle 19.00.
ore 18 VESPRO
ore 22.00
SOLENNE VEGLIA PASQUALE
DOMENICA
27 “PASQUA DI RISURREZIONE
Ss.Messe
ore 8.30 e 11.00
IMPORTANTE: Domenica 1 maggio alle 10.00 inizia il Catechismo per i bambini di I° elementare.
Gruppi e attività in Parrocchia:
+ Lunedì e giovedì ore 15,30 “….E NON SOLO BOMBONIERE”
+
Martedì ore
21.00 “Alla SCUOLA DELLA BIBBIA” per giovani e
adulti (sempre il martedì
in Quaresima)
+ Mercoledì
ore 21 Gruppo GIOVANISSIMI
+ Giovedì ore 15.00 “I GIOVANI DI UNA VOLTA”
+ Una domenica al mese ore 10 Incontro per i GENITORI DEL CATECHISMO
+ Terza domenica del mese (salvo contrordine): ore16 CATECHESI ADULTI e ore 17 ADORAZIONE EUCARISTICA
+ Ogni domenica alle 10 CATECHISMO per iniziazione cristiana dei fanciulli
+ Ogni sabato dalle 15 alle 17.30 ORATORIO per fanciulli e ragazzi
CESTO
DELLA SOLIDARIETA’
ogni
domenica mattina in chiesa
raccolta
di generi alimentari NON
DETERIORABILI A LUNGA SCADENZA
Occorre:
AFFETTATI e LATTE a lunga scadenza, sugo, formaggi, biscotti, legumi
in scatola (NO fagioli), detersivi lavatrice
Non
proponiamo una “buona azione”, ma di provare ad
organizzare il proprio bilancio familiare in modo che ci sia sempre
posto per la solidarietà
Abboniamoci
ad AVVENIRE-BO 7 edizione domenicale, con inserto della Chiesa di
Bologna.
Si ritira la domenica in chiesa.
|
GRAZIE
a quanti vorranno sostenere
le attività e la cura degli immobili della Parrocchia con
offerte che si possono dare direttamente al Parroco oppure
mediante bonifico sui seguenti conti correnti: |